Si può combattre la xylella senza tradire la propria politica aziendale?

Già da un paio di mesi è noto il decreto Martina con il quale si obbliga l’utilizzo nelle area affette da xylella di pesticidi e/o prodotti fitosanitari non del tutto innocui.

Tali sostanze possono rimanere nel suolo e nelle falde acquifere per molto tempo, oltre ad essere una minaccia per la tutela della biodiversità dell’ambiente agrario.

Aziende come Curzè, produttrice di olio extra vergine di oliva biologico da ormai vent’anni, hanno ovviamente delle difficoltà a recepire tale decreto che non rispecchia la politica aziendale sposata.

Di contro uno studio svizzero come anche uno studio del Centre for Ecology and Hydrology stanno dimostrando come l’utilizzo di alcune varietà di fiori (aneto, fiordaliso, papavero) nei campi di grano possa essre usato al posto dei pesticidi, in quanto attirerebbe degli insetti che a loro volta attaccano afidi e altri parassiti.

Ci troviamo, come spesso di fronte ad un bivio…noi intanto scegliamo il vero bio.

 

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